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Due chiacchiere con Antonella Capasso, Grafologa e socia Graphema

Antonella Capasso
Antonella Capasso

Conosciamo meglio i professionisti che collaborano con l’Associazione Graphema. In questo articolo scambiamo due chiacchiere con Antonella Capasso, Grafologa professionista ai sensi della legge n.4/2013, specializzata in Grafologia Peritale-Giudiziaria, Grafologia dell’Età Evolutiva e Rieducazione alla Scrittura. Dopo diverse esperienze lavorative, Antonella si addentra nella professione di Grafologa, affiancando anche incarichi come docente di discipline grafologiche e collaborazioni come quella con il “Consultorio di Tecnica Peritale” ai fini del perfezionamento della formazione professionale come Consulente Grafologo Peritale. Nel corso della sua attività ha approfondito anche i modelli comunicativi e le dinamiche relazionali, con particolare riferimento al comportamento socialmente competente. È anche coautrice di un libro “C’era una volta il padre” – Quaderni di Percorsi Grafologici – edito nel 2010 – Ed. Del Rosone. Antonella oggi lavora come Assistente Amministrativo presso l’Area del Personale dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria “Policlinico Foggia”. Diventa socia Graphema dal 2024.

Come nasce la tua passione per la Grafologia?
Ho scoperto la Grafologia nel 2002, durante una fase delicata della mia vita che si è trasformata in un’opportunità di rinascita. Questo percorso, partito come una ricerca interiore di autodeterminazione, mi ha permesso di riscoprire il valore della consapevolezza e della libertà emotiva. Consolidando negli anni queste conoscenze, ho maturato le competenze specialistiche che oggi metto a disposizione nella mia pratica professionale.

Qual è la tua specializzazione e in cosa si concretizza la tua attività?
Sono specializzata in Grafologia Peritale-Giudiziaria, Grafologia dell’Età Evolutiva e Rieducazione della Scrittura. In ambito forense, opero come Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU) presso i Tribunali di Foggia e Larino, oltre a svolgere incarichi come Consulente Tecnico di Parte. Parallelamente, mi dedico al sostegno di bambini e ragazzi: attraverso l’analisi del disegno e della scrittura, individuo precocemente eventuali disagi evolutivi, offro supporto all’orientamento scolastico e intervengo nella valutazione e nel recupero della disgrafia.

Secondo te, quanto peso può avere una disciplina come la Grafologia oggi?
Oltre al suo riconosciuto valore in ambito tecnico-forense, la Grafologia si configura come una disciplina delle scienze umane capace di offrire analisi profonde e rigorose. Attraverso l’osservazione sistematica dei segni grafici, è possibile esplorare la personalità, il temperamento e la sfera emotivo-intellettiva, individuando attitudini e potenzialità, ma anche intercettando precocemente eventuali disagi psico-emotivi. Già frate Girolamo Moretti, nelle sue ricerche, aveva intuito il ruolo centrale delle emozioni nella vita psichica attraverso la rilevazione di specifici segni grafici. Una ‘scoperta’ che oggi trova un affascinante parallelismo negli studi delle neuroscienze, i quali confermano come le emozioni siano fattori determinanti nell’influenzare il comportamento umano e gli stili di apprendimento.

La Grafologia è indissolubilmente legata all’uso della scrittura a mano. Eppure, la didattica a distanza e l’uso spasmodico di cellulari e tecnologie hanno portato grandi e piccoli a scrivere sempre meno.  Che cosa può comportare questo?
Quando digitiamo su tablet e tastiere di ogni tipo entrano in funzione soltanto una o due aree cerebrali, a differenza di quando scriviamo a mano. Questo comporta, col passare del tempo, considerate anche le ore che, mediamente, un adolescente, trascorre dietro le apparecchiature tecnologiche, una riduzione delle attività del lobo frontale. Vi è un distacco dalla realtà fisica per immergersi in una realtà virtuale, fatta di percezioni distorte che alterano le proprie emozioni. L’iper connessione fa mancare lo spazio di riflessione e quindi l’elaborazione delle idee e la formazione del pensiero critico, diminuisce l’espressività, la creatività, si riducono le capacità relazionali. Questo è un tema molto importante per la nostra categoria che sta mettendo in campo diverse iniziative per il sostegno della scrittura a mano, di cui si deve riscoprire il vero valore.

Ovvero?
La scrittura è una delle invenzioni più potenti perché ha permesso, nel corso dei millenni, una quantità di acquisizioni, enormemente vantaggiose per la specie umana e l’alfabetismo come il saper leggere e scrivere. La scrittura è uno degli indicatori principali del grado di sviluppo culturale e civile sia del singolo che di un intero paese. Occorre riconsiderare il significato della parola “scrittura” e, in particolare della “scrittura a mano” come fattore fondamentale per l’attività di specifiche strutture neuronali e motorie, come strumento espressivo di sé, come riscoperta del suo valore educativo e formativo e promuovere il valore della “scrittura a mano” nella sua unicità e irripetibilità.

Cosa significa per te fare rete e associazionismo con gli altri professionisti?
Ritengo che l’attività del Grafologo sia un’attività anche di relazione che permette, attraverso l’approccio interdisciplinare con gli altri professionisti, di perseguire finalità comuni e offrire un valido supporto con il contributo dei diversi saperi. È importante utilizzare tutte quelle metodiche e quelle azioni che permettono di arrivare ad una sinergia di intenti, attraverso il confronto reciproco delle proprie competenze e delle proprie esperienze professionali. È questo quello che ho trovato nell’Associazione Graphema.

Per info e contatti:

Dott.ssa Antonella Capasso | Viale Michelangelo 68/C – Foggia | Tel. 3201517598
Mail: 21acapasso@gmail.com | Pec: a.capasso@pec.it